lunedì, novembre 04, 2013

Io e lui

DJ l'ho visto piangere solo tre volte in tre anni e mezzo. 

La prima volta in Cina perché non voleva farsi lavare i capelli, per lo shampoo negli occhi. Le altre due volte, nei primi mesi a Roma, perché lo guardavo e forse pensava che ero arrabbiato con lui. 

Iniziava a fare la faccia seria e poi iniziava a piangere senza emettere suoni. Ho sentito il mio cuore stretto in una morsa, come se venisse spappolato e strappato. 

L'ho abbracciato subito. 

Da allora neanche una lacrima, sono io che mi commuovo con lui.

Grande piccolo bambino

Quanta rabbia hai dentro, che tieni nascosta in un angolo della tua anima?

Come ti sei sentito solo, abbandonato, su una strada, i tuoi affetti e le persone di cui ti fidavi sparire?

Quanta serenità e forse amore ti hanno, poi, dato le persone che ti hanno accolto (per dovere, per lavoro), per tre anni, per essere il bambino allegro che vedo crescere troppo velocemente?

Ti ricordi di loro? Ti ricordi come ti sei sentito? 

Lo so che tieni tutto dentro, come un uomo che non deve piangere mai. Me ne accorgo quando ti vedo pensieroso e taciturno. Lo so che mi guardi e a volte ti domandi perché sei qui tra questi sconosciuti, con questa lingua che ti da tanti problemi. Lo so che ti imbarazza quando ti osservo da lontano, aspetto il momento che esploderà quello che hai dentro per abbracciarti forte e proteggerti. O forse esploderò io e mi abbraccerai tu.